
L’imposta di scopo, si può ad Adrano?
Molti sostengono che nel nostro paese non si è fatto più molto negli ultimi anni, dando la colpa al nuovo sistema di ridistribuzione delle risorse, ad esempio il “federalismo” il quale non dice altro che le disponibilità raccolte in un territorio vengano reinvestite nel territorio stesso.
Da ciò ne deriva che i comuni che non hanno molte fonti da cui ne derivi un reddito, ad esempio zone artigianali, commerciali, o cittadini che non percepiscono redditi, non riescono a raccogliere le risorse finanziarie per la realizzazione di opere utili alla città.
Per motivi come questo ed altri da tempo si parla di imporre una “tassa di scopo” ai cittadini per la realizzazione di opere di cui la città ne può avere bisogno.
Ma cos'è l’imposta di scopo?
Iniziamo dicendo che un aggravio di imposizione collegata all’aliquota ICI, con un aumento massimo dello 0,5 per mille esercitabile per un periodo massimo di 5 anni.
Cosa può finanziare?
L’elenco delle opere che si possono realizzare è una classificazione chiusa, nel senso che sono solo progetti inseriti nel regolamento della stessa, ovvero:
- opere per il trasporto pubblico urbano;
- opere viarie, con l’esclusione della manutenzione straordinaria ed ordinaria delle opere esistenti;
- opere particolarmente significative di arredo urbano e di maggior decoro dei luoghi;
- opere di risistemazione di aree dedicate a parchi e giardini;
- opere di realizzazione di parcheggi pubblici;
- opere di restauro;
- opere di conservazione dei beni artistici e architettonici;
- opere relative a nuovi spazi per eventi e attività culturali, allestimenti museali e biblioteche;
- opere di realizzazione e manutenzione straordinaria dell’edilizia scolastica.
Da questo si denota che sono opere di un certo interesse e che la città potrebbe effettivamente apprezzare in quanto godibili dalla stessa e che si potrebbe anche “misurare” nel valore.
Il finanziamento di dette opere è copribile per un ammontare non superiore al 30% del costo di realizzazione con questo strumento (imposta di scopo), da ciò deriva comunque che per la realizzazione di opere importanti vi sia la necessità di avere copertura da altre fonti, ad esempio trasferimenti regionali o finanziamenti dalla comunità europea, ciò per il semplice motivo di non inasprire il prelievo ai contribuenti.
Per l’istituzione di questa tassa l’amministrazione deve adottare un regolamento che preveda:
- l’opera pubblica da realizzare;
- l’ammontare della spesa da finanziare;
- l’aliquota di imposta;
- l’applicazione di esenzioni, riduzioni o detrazioni in favore di determinate categorie di soggetti, in relazione all’esistenza di particolari situazioni sociali o reddituali, con particolare riferimento ai soggetti che già godono di esenzioni o di riduzioni ai fini del versamento dell’imposta comunale sugli immobili sulla prima casa e ai soggetti con reddito inferiore a 20.000 euro;
- le modalità di versamento degli importi dovuti.
Considerazioni:
- Si potrebbe istituire un’imposta del genere nella nostra città?
- Quali opere i cittadini vorrebbero finanziare?
- Quanti e in quale quantità i cittadini sarebbero disposti a tassarsi per la loro realizzazione?
Domande a cui non è facile dare una risposta, poiché se una amministrazione decidesse di istituirla non andrebbe a chiedere il permesso ai propri cittadini e non lascerebbe loro la possibilità di scelta del progetto da realizzare.
A mio avviso è uno strumento di imposizione molto interessante poiché la sua istituzione graverebbe per intero sulla realizzazione di un progetto specifico, un po’ come dovrebbe essere l’imposta sulle concessioni edilizia (vincolata alla realizzazione di opere urbanistiche messe al servizio dei nuovi immobili e al potenziamento/miglioramento delle opere esistenti).
Sarebbe di maggior impatto se si potesse quantificare in un importo medio pro-capite del tipo: ogni abitante della nostra città fosse disposto a “spendere” 10 euro l’anno per 5 anni potremmo realizzare “l’opera X”.
Chiudo dicendo che questo strumento anche se utile alla città non potrebbe essere utilizzato per molto tempo, perché rischierebbe di essere travisata la sua istituzione andrebbe solo a tradursi in una ulteriore tassa che graverebbe sulle tasche dei cittadini.
Voi cosa ne pensate? VOTATE IL SONDAGGIO!
Alfio Arena di OA